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piano qualità dell'aria: presentato report 2012

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11-10-2012

E' stato presentato a Bologna il Report sulla qualità dell’aria: secondo i dati gli inquinanti primari non costituiscono più un problema, mentre rimangono situazioni problematiche a scala regionale per quanto riguarda il Pm10 e l’ozono. L’analisi della serie storica mostra comunque come nel periodo 2001–2011 si sia avuto un significativo miglioramento della qualità dell’aria con una riduzione della concentrazione media annua regionale di Pm10 del 25% .
Per garantire la salute dei cittadini si conferma la necessità di rafforzare le misure per la qualità dell’aria, come previsto dall’Accordo di programma 2012-2015. L'accordo tra Regione, Province, dai Comuni capoluogo e da quelli con più di 50 mila abitanti parte il 1° ottobre.Tra le novità l'anticipo dei giovedì senz’auto e le domeniche ecologiche.
Alle misure di limitazione al traffico si affiancano “buone pratiche” di gestione delle città: e finanziamenti per interventi strutturali pari a 35 milioni di euro.
Gli inquinanti primari come il monossido di carbonio e il biossido di zolfo, non costituiscono più un problema. Anche alcuni degli inquinanti che in anni recenti avevano manifestato alcune criticità, come i metalli pesanti, gli idrocarburi policiclici aromatici ed il benzene sono al momento sotto controllo.
Analogamente a quanto succede in tutto il bacino padano, rimangono tuttavia situazioni problematiche a scala regionale per quanto riguarda il Pm10 e l’ozono, mentre sono più localizzati in prossimità dei grandi centri urbani, i casi di superamento del valore limite annuale per il biossido di azoto, in particolare nelle stazioni da traffico.
E’ quanto emerge dal Report sulla qualità dell’aria in Emilia Romagna riferito all’anno 2011, redatto da Arpa, e presentato a Bologna dall’assessore regionale all’ambiente e riqualificazione urbana Sabrina Freda. “I dati di qualità dell’aria ci dicono che siamo sulla giusta strada, ma che dobbiamo rafforzare gli sforzi – ha spiegato l’assessore – la strategia deve essere quella dell’integrazione in quanto tutti i settori devono contribuire alla riduzione delle emissioni in atmosfera. Ognuno deve fare la propria parte. Non solo i cittadini, chiamati a contribuire attraverso i blocchi del traffico e le altre misure previste nel nuovo accordo triennale che partirà il 1 ottobre prossimo, ma anche, ad esempio, il settore produttivo.”
L’analisi della serie storica dei dati mostra come nel periodo 2001–2011 si sia avuto un significativo miglioramento della qualità dell’aria. In questo periodo infatti la concentrazione media annua regionale di PM10 si è ridotta complessivamente del 25%. I valori mostrano tuttavia una oscillazione da un anno all’altro dovuto principalmente a fattori di natura meteorologica.

In questo quadro il 2011 è risultato un anno con valori in aumento rispetto agli anni precedenti a causa dell’andamento meteo climatico sfavorevole: nel 2011 il numero di giorni favorevoli alla formazione di particolato atmosferico (basso indice di ventilazione e assenza di precipitazioni) è stato il più elevato degli ultimi 11 anni, salendo al 40% rispetto al 30% circa del 2009 e 2010.

Va comunque sottolineato che anche nel 2011 sono cresciuti i giorni di “disaccoppiamento” (56 contro i 48 del 2010), in linea con una tendenza che appare ormai costante nel tempo e che emerge dall’analisi comparata dell’andamento pluriennale dei fattori meteorologici e degli indicatori ambientali. In altre parole, mentre il numero di giorni favorevoli alla formazione di particolato tende a crescere nel tempo, quello dei giorni di effettivo superamento dei valori di qualità dell’aria tende comunque a diminuire. Una conferma questa dell’efficacia delle azioni di risanamento intraprese in questi anni. L’andamento meteorologico sfavorevole è proseguito nei primi mesi del 2012, e ha causato episodi di inquinamento da polveri ed elevati valori di ozono del periodo estivo, paragonabili a quelli osservati nella ”calda estate” 2003. Nel periodo maggio-agosto 2012, in concomitanza con gli elevati valori di temperatura, si sono registrate complessivamente 438 ore di superamento della “soglia di informazione” per l’ozono (media oraria > 180 microgrammi/m3), rispetto alle 176 registrate nello stesso periodo del 2011.
Il primo Accordo triennale per la qualità dell’aria 2012-2015
I dati confermano la necessità, per garantire l’obiettivo primario della tutela della salute del cittadino, di rafforzare le misure per la qualità dell’aria, come previsto dall’Accordo di programma 2012-2015, promosso dalla Regione e firmato dalle Province, dai Comuni capoluogo e da quelli con più di 50 mila abitanti e che partirà il 1° ottobre.
Diverse le novità in arrivo: dall’anticipo al 1° ottobre dei “giovedì senz’auto”, una scelta resa necessaria dalle concentrazioni di particolato rilevate nel corso degli anni che non mostrano significative variazioni tra i mesi autunnali e invernali; all’introduzione delle domeniche ecologiche ogni prima domenica del mese; alle misure emergenziali in caso di condizioni particolarmente critiche.
In pratica dopo 7 giorni consecutivi di superamento nel territorio di una stessa provincia dei valori previsti, scatterà il blocco del traffico la domenica successiva. Se il superamento permarrà per ulteriori 7 giorni anche in altre aree del territorio emiliano-romagnolo, il blocco domenicale verrà esteso a tutta la regione e affiancato dalla riduzione di 1 grado della temperatura negli ambienti riscaldati.
L’Accordo 2012-2015 conferma comunque l’interruzione delle misure dal 1° dicembre al 6 gennaio, con in più la possibilità di revoca dei “giovedì senz’auto” in caso di condizioni di qualità dell’aria favorevoli sul territorio regionale per periodi prolungati.
Alle misure di limitazione del traffico veicolare si affiancano una serie di misure gestionali quali “buone pratiche” di gestione delle città: dalle ZTL al mobility management, dai percorsi casa-scuola e casa-lavoro, dal risparmio energetico negli esercizi commerciali all’introduzione di punteggi premianti nei capitolati d’appalto, al lavaggio delle strade.
Per finanziare interventi strutturali sono stanziati 35 milioni di euro, destinati ad infrastrutture ed opere per la promozione della mobilità sostenibile, dalla mobilità ciclopedonale ed elettrica, alle infrastrutture verdi, al rinnovo del parco autobus regionale, all’acquisto di materiale rotabile.
I nuovi interventi strutturali saranno realizzati prioritariamente nelle aree più critiche per la qualità dell’aria, ovvero quelle rosse, arancio e gialle individuate nella cartografia delle aree di superamento dei valori limite di PM10 e biossido di azoto (NO2 ), la stessa mappa utilizzata quale riferimento per la localizzazione degli impianti a biomasse. Va sottolineato che attualmente l’Italia è sottoposta a procedura d’infrazione comunitaria per diverse zone del territorio nazionale, tra cui anche alcune dell’Emilia-Romagna, per quanto riguarda il superamento dei valori di PM10. Per i parametri di biossido di azoto abbiamo ottenuto la deroga al rispetto del valore limite fino al 2015, eccetto che per gli agglomerati di Bologna e Modena per i quali dobbiamo dimostrare all’Europa un impegno ulteriore.
Bologna, 25.09.2012