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Le proposte di Alma per una maggior attenzione alle politiche del trasporto pubblico

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20-02-2013

Nei programmi politici per le prossime elezioni si parla in modo insufficiente delle prospettive del servizio di Trasporto Pubblico, quando non lo si ignora completamente.

Il settore, al contrario, dovrebbe essere considerato, assieme agli altri servizi pubblici di natura economica, come una possibile leva di sviluppo, sulla quale agire in termini di investimenti, per la crescita del nostro Paese e una maggiore compatibilità ambientale. I servizi di trasporto passeggeri e merci sono uno dei settori portanti dell’economia nazionale; un settore costituito da un tessuto di imprese, sia pubbliche che private, insediato omogeneamente nel territorio con forti ricadute occupazionali e sociali, oltreché importante soggetto di creazione di valore aggiunto.

I disagi spesso sopportati dai pendolari diventano sempre più una costante in tutto il territorio nazionale, sulle linee regionali e periferiche, con scelte che spesso mettono in discussione il diritto alla mobilità.

Negli ultimi anni nelle scelte di Governo è prevalso lo scontro ideologico; referendum popolari e sentenze della Corte Costituzionale hanno monopolizzato l’attenzione, nel frattempo il settore del Trasporto Pubblico è tornato indietro di molti anni. Si è così determinata una situazione di disagio in cui i  soggetti regolatori, laddove esistono, e gli operatori si trovano in difficoltà sia per quanto riguarda la certezza delle risorse sia per quanto riguarda una più chiara e snella legislazione che chiarisca gli obiettivi e i parametri di confronto.

Riteniamo che sia necessario che il Paese accetti la sfida di inserire definitivamente il settore del TPL  in una dimensione europea, e che questo sia un compito prioritario per chi sarà chiamato a governare.

ALMA (l’Associazione delle Agenzie della Mobilità dell’Emilia-Romagna) avanza, pertanto, alcune proposte concrete da affrontare nella prossima legislatura, e chiede un preciso impegno, soprattutto a quanti saranno eletti a rappresentare la Regione Emilia-Romagna in Parlamento:

  1. definire al più presto una legge di settore che consideri finalmente il trasporto delle persone e delle merci quale fattore decisivo per il rilancio economico, occupazionale e industriale del nostro Paese, nonché effettivo volano per una compiuta conversione ecosostenibile degli assetti logistici e infrastrutturali dell’Italia;
  2. completare la nomina delle Autorità nazionali di regolazione, rendendo operativa quella dei trasporti, così da creare le condizioni per l’avvio e la definizione di un quadro tariffario efficace capace di promuovere investimenti e di tutelare l’utenza;
  3. archiviare la discussione sulle forme di affidamento adeguando il Paese al diritto comunitario, oltre alla legge 422/97, che garantisce una sufficiente libertà di scelta (gara, spa miste, in house) fra le diverse modalità di gestione; inoltre, al fine di contenere il fenomeno degli affidamenti “in house”, legare quest’ultimo alle norme del Patto di Stabilità;
  4. sostenere i processi di liberalizzazione intrapresi, per favorire la competizione, migliorare la qualità dei servizi e ridurne i costi di produzione; coerentemente occorre evitare la costruzione di situazioni di monopolio; il processo di liberalizzazione non ha finora prodotto gli effetti previsti perché i governi nazionali e locali hanno proceduto in maniera spesso incerta e contraddittoria, anche per le resistenze delle imprese di settore, vanificando, di fatto, la creazione di un vero mercato e di una concorrenza regolata, la sola che può assicurare qualità del servizio e risparmi sui costi;
  5. definire, all’interno di un percorso di politica industriale, un disegno che progressivamente punti a rafforzare il sistema delle imprese senza che gli Enti locali partecipino alla gestione diretta della produzione dei servizi; il ruolo del trasporto pubblico, sia rispetto alla sua funzione sociale che alla realizzazione di una mobilità sostenibile, può essere salvaguardato dalla funzione delle Agenzie locali, strumenti degli EE.LL. del territorio, che devono veder rafforzata la funzione di programmazione e controllo dei servizi;
  6. reperire risorse per finanziare il TPL contrastando il permanere di una “priorità non dichiarata” alla mobilità privata e per iniziare a lavorare verso politiche per la mobilità sostenibile; l’esperienza di diversi Paesi e città europee che con più decisione hanno percorso la strada della mobilità sostenibile e del potenziamento del trasporto collettivo su ferro e su gomma, per persone e merci, dimostrano che si possono spostare flussi importanti di mobilità verso modalità meno impattanti, anche riducendo l’uso del mezzo privato;
  7. assicurare una presenza più forte della rappresentanza parlamentare emiliano-romagnola nella Commissione permanente trasporti.