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COMUNICATO STAMPA ASSTRA TRASPORTI PUBBLICI LOCALI – ASSTRA CHIEDE AL SINDACATO DI DIFFERIRE LO SCIOPERO DEL 22 MARZO

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21-03-2013

Nei prossimi mesi il trasporto pubblico locale rischia di spegnere i motori definitivamente in parecchie regioni d’Italia. In questa situazione al limite del non ritorno l’Asstra, a nome delle oltre 200 aziende di trasporto pubblico locale che fanno muovere sul territorio 15 milioni di cittadini al giorno, vuole chiamare le cose col loro nome fuori dai soliti schemi. Per questo dice grazie al ministero del lavoro e al vice ministro Martone perché mai prima la compagine governativa era stata così attenta e costruttiva in una vertenza del nostro settore e dà atto ai rappresentanti sindacali di FILT-CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FAISA CISAL ed UGL che, a nome dei 116.000 autoferrotranvieri senza contratto da 5 anni, di essere rimasti al tavolo fino a pochi giorni fa per cercare una soluzione sostenibile ad una vertenza difficilissima”

 

A parlare è Marcello Panettoni, il presidente di ASSTRA, dopo che i sindacati con una conferenza stampa appena conclusa a Roma hanno puntato il dito sui veri responsabili dello sciopero di 24 ore confermato al momento per il 22 marzo prossimo. Uno sciopero che rischia di bloccare le città italiane e annoverare il 22 marzo tra i venerdì di passione del paese.

 

Proprio per questo ci sentiamo di chiedere un ulteriore atto di responsabilità al Sindacato perché venga se non revocato almeno differito lo sciopero di venerdì prossimo. Anche perché - prosegue Panettoni - in mancanza di un governo nel pieno delle sue funzioni, si tratterebbe di una protesta al buio.

Si pensava di avere evitato il default del settore con la costituzione del Fondo Nazionale Trasporti. Questo fondo è dotato di 4,9 miliardi di Euro contro un fabbisogno minimo del settore di 6,5 miliardi l’anno. Manca all’appello la quota del Fondo Perequativo, circa 1,4 miliardi di euro, risorse che sono rimaste nelle mani delle singole regioni. Allo stato si registra un atteggiamento da parte delle regioni piuttosto propense a sottrarre le risorse per i trasporti pubblici locali del Fondo perequativo e spenderle in altro modo. Questo significa far suonare a morto la campana per i servizi di trasporto pubblico locale in diverse regioni d’Italia nel giro di poco tempo”