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Anteprima del Museo della Bicicletta in Castello

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03-02-2014

Se a Ferrara non si fa il Museo della Bicicletta, in quale altra parte del mondo si può immaginarlo?». Sandro Bratti, parlamentare del Pd ma soprattutto un appassionato delle 'due ruote', indossa i panni del... gregario: perché l'idea di istituire in Castello, nelle sale degli Imbarcaderi, prima una mostra e poi un'esposizione permanente (con annesso centro di documentazione, sia per libri che per video), ha ormai preso corpo. Oggi si terrà un incontro operativo con alcuni collezionisti privati che metteranno a disposizione lo 'zoccolo duro' del museo: si tratta di Flavio Mari e Massimo Milani, appassionati ai limiti del feticismo, proprietari di un numero impressionante di biciclette ed accessori, molti dei quali rarissimi o addirittura unici. «Personalmente ho più di settanta esemplari - spiega Mari, sollevando i teloni che proteggono dalla polvere il suo 'tesoro' -, che vanno dal 1870 al 1850; tante biciclette che vengono dalla Francia, dall'Inghilterra e persino dalla Svezia, ma anche la vera e propria... storia della Bianchi, con pezzi che documentano l'attività della fabbrica di biciclette più famosa del mondo». DI MUSEO della Bicicletta, riprende Bratti, «a Ferrara se ne parla da almeno vent'anni: quando ero assessore in Comune, avevamo non solo istituito un vero e proprio ufficio (con annesso dirigente, Gianni Stefanati, ndr), ma anche individuato nella palazzina di Porta Paola, in piazza Travaglio, la sede ideale del centro espositivo». Poi quel progetto è tramontato, lo stabile è stato lesionato irrimediabilmente dal terremoto ed il Comune stesso ha frenato; ora, per iniziativa di alcuni privati (in particolare Stefano Zobbi, promoter fra l'altro di Vetrine in Movimento e della mostra di biciclette nei negozi del centro), l'idea è stata rilanciata. «Abbiamo incontrato la presidente della Provincia Marcella Zappaterra ed il vicesindaco Massimo Maisto - rivelano Mari e Milani -, in questo momento non riescono a decidere ufficialmente la costituzione del Museo perché la Provincia sarà abolita ed il Comune va ad elezioni. Ma l'idea piace, dunque si partirà con una mostra temporanea». O meglio un'anteprima del Museo, sorride Giorgio Scalabrino Sasso, altro consigliere comunale (ex Idv) appassionato di biciclette: «Ma sfido un ferrarese che non lo sia - afferma -, così come penso che attrezzare in Castello un'esposizione permanente sulla bicicletta, sarà un formidabile richiamo di visitatori». Un progetto, dunque, su cui «è necessario accelerare - conclude Bratti, che da gregario si fa sprinter -; sulla bicicletta siamo stati per molti anni primi in Italia in tante cose, poi ci siamo fatti superare. Vediamo di non perdere anche questa occasione

Carlino Ferrara , 3 febbraio 2014

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