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Federmobilità: TPL alla prova della riforma. Confronto sulle novità nel settore tra protagonisti e esperti

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28-06-2016

(FERPRESS) – Roma, 27 GIU –  “Le novità per il trasporto pubblico: costi standard e finanziamenti per l’esercizio e il rinnovo del parco autobus”. E’ il titolo del convegno organizzato da Federmobilità e che ha visto confrontarsi esperti come Andrea Boitani, dell’Università Cattolica di Milano, e protagonisti delle istituzioni, delle imprese o delle associazioni, come Pierpaolo Nagni (vicepresidente di Federmobilità e assessore delal Regione Molise), Ezio Castagna (in rappresentanza di Asstra), Dino Romano (in rappresentanza di Anav), Simone Grignani (della società Reply), Angelo Mautone (dirigente del M.I.T.) e Vincenzo Garofalo (vicepresidente della Commissione Trasporti Camera). A presiedere il convegno, il neo presidente di Federmobilità, Giuseppe Ruzziconi, che è anche amministratore unico dell’Agenzia mobilità di Ferrara.

Centralità dei clienti; programmazione dei servizi da parte degli enti locali sulla base dei bacini di traffico; una mobilità sostenibile, sia da punto di vista ambientale che dal punto di vista finanziario; criteri di finanziamento equo con superamento della ripartizione sulla base della spesa storica e adozione invece del criterio dei costi standard, con la previsione di un’ulteriore passaggio per la definizione dei fabbisogni standard: sono gli obiettivi della riforma del TPL illustrati da Andrea Boitani, che ha contribuito a definire i provvedimenti approvati dal governo sulla base di una delega del Parlamento.

Boitani ha sottolineato che la riforma introduce una serie cambiamenti strutturali all’interno di un quadro di riferimento che è complessivo per tutte le Regioni, ma i cui principi sono ispirati a superare l’immobilismo che ha finora caratterizzato il settore: per alcuni provvedimenti, come l’adozione dei costi standard, il ricorso alle gare, le premialità per i miglioramenti dell’efficienza gestionale, è prevista una gradualità, ma rimangono obiettivi che devono essere raggiunti sia dagli enti locali che dalle aziende. Per l’esperto dell’Università Cattolica di Milano, deve essere solo il Parlamento ad esprimersi sulla legittimità dell’azione del governo per l’attuazione dei principi della delega deliberata dallo stesso Parlamento, mentre altri pareri espressi da altri organismi sono sostanzialmente “inutili”.

La necessità di una riforma che intervenga a rilanciare il settore sono stati sottolineati sia da Vincenzo Garofalo che da Pierpaolo Nagni e Angelo Mautone, con diversi accenti in relazione alle varie tematiche affrontate. Ezio Castagna, che è direttore generale dell’azienda di trasporti di Cagliari, ha rappresentato invece il punto di Asstra, associazione che riunisce le imprese di trasporto locale in Italia, che – ha sottolineato Castagna – “per l’80 per cento sono aziende sane che presentano bilanci in utile, anche se purtroppo non finiscono sui giornali come quelle 3-4 aziende che presentano invece problemi di bilancio”. Castagna ha insistito che – al di là delle valutazioni dei vari aspetti della riforma – il settore ha bisogno di certezze e di un quadro regolatorio proiettato sul lungo periodo, “perché nessuna azienda può effettuare una vera programmazione se, a distanza di poco tempo, vengono introdotte continue modifiche normative che influiscono sulla vita e sui bilanci delle aziende”, Castagna ha anche sottolineato la complessità di un settore, dove non tutte le leve sono effettivamente a disposizione delle aziende: “la velocità commerciale, ad esempio, è un fattore che incide anche notevolmente sui costi, ma non è una variabile indipendente, perché dipende dalle decisioni delle amministrazioni locali su corsie preferenziali, piani di traffico e altri fattori”.

La difficoltà di calare i giusti principi di una riforma nella realtà concreta della operatività delle aziende, soprattutto in determinate condizioni e – in particolare, in alcune Regioni – è stata sottolineata da Dino Romano, in rappresentanza di Anav e di un’azienda di trasporti regionali della Calabria. Per Romano, in una regione come la Calabria, è fondamentale che si arrivi ad una definizione dei servizi minimi che la collettività deve garantire per garantire la funzionalità di un sistema di trasporto pubblico in zone disagiate, difficili, già a rischio spopolamento, dove i flussi di traffici sono a volte strutturalmente deboli e l’azione sulla leva tariffaria ha margini ridotti perché ridotta è la capacità di reddito. Il vicepresidente delle Autolinee Regionali Spa ha poi espresso ampie perplessità sull’ipotesi di dar vita ad una centrale unica di acquisti per il rinnovo del parco autobus, che determinerebbe una centralizzazione dei processi acquisitivi con prodotti che non potrebbero alle esigenze delle varie aziende o delle varie realtà territoriali.

Secondo il neo presidente di Federmobilita, Giuseppe Ruzziconi, l’associazione ha nel breve periodo due obiettivi: “il primo riguarda il lavoro interno nel senso che opereremo per  ricostituire relazioni e contatti con i decisori delle politiche del trasporto. Importante e stato recentemente il lavoro svolto con ART sui soggetti regolatori locali. Avremo necessità anche di ricollegarci con gli enti locali e le regioni”.

“Il secondo – prosegue Ruzziconi – attiene alla compagine societaria: oltre agli enti locali Federmobilita ha esteso la possibilita di adesione anche alle agenzie della mobilità e questo ci permetterà di aprire nuovi contatti con gli enti di governo dei bacini e degli ambiti ottimali che si occupano di trasporto e mobilità.  Come si capisce ci aspetta un lavoro di grande interesse e impegno per i prossimi mesi.”

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