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Intervista al nuovo Presidente di Federmobilità Giuseppe Ruzziconi, Amministratore Unico dell’Agenzia della Mobilità di Ferrara, eletto all’unanimità dall’Assemblea del 22 giugno 2016.

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30-06-2016

Presidente, da quando è nata Federmobilità, lei è il primo ad avere una provenienza da una Agenzia della mobilità !

E' così, anche se l'Agenzia di Ferrara faceva già parte da diversi anni dell'Associazione nazionale in quanto entrammo in sostituzione della Provincia e della quale si parlava già di un suo superamento, assieme a tutte le altre. Il processo normativo ha poi trovato attuazione con la legge Delrio del 2014.
E come lei sa si dovrebbe concludere definitivamente con il passaggio referendario sulla riforma costituzionale del prossimo autunno.

Le Agenzie quindi , oggi ,  fanno parte integrante di Federmobilità?

L'Assemblea ha deciso nel novembre scorso di modificare lo Statuto proprio per permettere l'adesione a socio ordinario delle Agenzie e per questo voglio ringraziare il presidente uscente Saverio Montella e il direttore Annita Serio.
Sono convinto che con questa apertura si potranno cogliere molte potenzialità.
Sto pensando alle Agenzie costituite e in via di costituzione lombarde, all'Agenzia piemontese, a quella di Roma, alla Liguria, alla Campania, alla Puglia. E chiaramente a quelle emiliano romagnole che hanno una storia di oltre un decennio e che sono in grado di dare un ottimo contributo ai temi riguardanti il trasporto e la mobilità. Come possibile socio penso anche all'Agenzia come quella dell'Emilia Romagna che si occupa del ferroviario, in quanto in Italia la Regione è l'unica ad avere realizzato una gara per il ferro.
Tuttavia la compagine dei soci di Federmobilità si basa ancora sulla presenza fondamentale degli Enti Locali ai vari livelli.

Perchè questa modifica statutaria?

Chiunque, guardando avanti, è in grado di capire che gli assetti istituzionali così come li abbiamo  conosciuti saranno sottoposti a modifiche profonde: il superamento delle province è un tema, ma la legge Delrio, di aprile 2014, ha introdotto oltre a ciò anche le città metropolitane e le aree vaste, delle quali al momento non si sa quasi nulla. Mentre la riforma costituzionale permetterà alle Regioni di sedere con i propri rappresentanti nel nuovo Senato.
Ecco quindi che Federmobilità, visto che nel frattempo, sono nati nuovi soggetti operanti nel settore del trasporto, ha fatto una scelta giusta e di prospettiva favorendo la presenza delle autorità organizzatrici territoriali all'interno dell'Associazione.

Quali sono gli obiettivi che vi ponete con questa scelta?

Intanto quello di crescere come nuovo soggetto che continua ad interloquire con gli Enti Locali e le Regioni in particolare, ma anche con i soggetti decisori delle politiche del trasporto e della mobilità. Federmobilità in questi anni è stata un riferimento importante per il mondo dei trasporti e degli Enti Locali per aver assicurato l'approfondimento e l'analisi dei temi attinenti la mobilità . Ha parlato di tematiche al centro del dibattito e dell'agenda politica, come la regolazione dei servizi, la liberalizzazione del settore, le risorse del trasporto pubblico. Oggi penso sia opportuno, anche in base a quanto già detto sugli sviluppi degli assetti istituzionali, aggiungere un compito più specifico: quello di soggetto in grado di essere proattivo e di fare proposte in un settore così importante.

Non vede un rischio di sottovalutazione nei vostri confronti da parte di quei soggetti con i quali lei ha detto di volersi confrontare?

Certo. Ma tutto dipende dalla qualità del confronto e dalla proposta che saremo in grado di offrire.
Nel trasporto assistiamo ad uno sviluppo talmente contraddittorio che da quando è entrato in vigore il decreto legislativo 422 / 1997  non riusciamo a concludere nulla. La sentenza della Corte Costituzionale del  2012 ha chiuso un estenuante “gioco dell'oca” che ci ha ricondotto al Burlando , punto di partenza,  e al Regolamento europeo 1370/2007. Oggi come lei sa stiamo discutendo del decreto legislativo, cosiddetto Madia che ha incorporato la proposta Nencini, ma che è stato preso di mira dal Consiglio di Stato per eccesso di delega.

Lei cose ne pensa?

Per quanto mi riguarda spero che l'iter parlamentare proceda rapidamente. Anche se avrei preferito un testo specifico per il settore. Il trasporto pubblico rientra nell'ambito dei servizi di interesse economico generale ma l'avrei tenuto scollegato dagli altri servizi a rete.

Attualmente in cosa siete impegnati?

Da alcuni mesi abbiamo aperto un importante confronto, sul tema della regolazione, con l'Autorità nazionale di regolazione del trasporto relativamente al ruolo delle autorità organizzatrici locali. Recentemente abbiamo presentato a Bologna una indagine molto importante, che sottoporremo all'ART, di confronto e analisi di sedici autorità locali già operanti e una analisi comparativa con alcune di quelle esistenti in Europa. Il tutto collegato con la direttiva europea sugli appalti e con il riordino delle società partecipate. Come può capire un lavoro complesso appena iniziato.
Senza dimenticare le necessarie relazioni con il Ministero, la Conferenza Stato-Regioni. Un recente lavoro di relazione con i soggetti citati ci ha permesso di far promuovere, tra gli altri, un importante emendamento condiviso al decreto legislativo Madia.  

Cosa dice questo emendamento?

L'emendamento introduce un comma 2 all'art 14 ed offre la possibilità alle Regioni di poter conferire ( e affidare la gestione) le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprietà degli enti pubblici associati agli Enti di governo dei bacini ottimali e di poter contare su una maggiore flessibilità per la forma di affidamento e per la modalità di organizzazione dell'ente di bacino.
Già con queste premesse credo ci sia molto da lavorare se, come auspico, i soggetti interessati vorranno portare il trasporto pubblico su un terreno di efficacia e di efficienza, oltre che di separazione della gestione dalla regolazione e dal controllo.

Come vuole concludere?

Nessuna particolare conclusione. Vorrei sperare che Federmobilità, con queste credenziali, possa contare su un allargamento della base associativa per diventare quel soggetto che prima ho tentato di descrivere sommariamente e del quale, credo, il sistema trasportistico nazionale ne ha veramente bisogno.
Riprendo, al proposito, la lettera che il segretario generale di ART, dott. Guido Improta, ci ha inviato il giorno del convegno bolognese : “ mi spiace molto non poter prendere parte ai lavori della giornata ( impegnato in una audizione la Senato - n.d.r.). sarebbe stata l’occasione per condividere le vostre analisi e riflessioni che arricchiscono il contesto delle scelte regolatorie di questa Autorità. D’altra parte, in assenza di interlocutori indipendenti e competenti a livello locale, in grado di attuare le stesse misure regolatorie adottate dall’Autorità, come le Agenzie della mobilità si candidano ad essere, il disegno istituzionale del settore della mobilità pubblica sarebbe più debole”.


Roma, 29 giugno 2016