Bologna, 26 febbraio 2017 - Un miliardo e 400 milioni di investimenti, di cui 380 legati al trasferimento della rete ferroviaria regionale allo Stato. Più treni e bus nuovi, una robusta risposta alle esigenze dei pendolari e il via all’era 2.0 del biglietto elettronico. E’ la rivoluzione dell’assessore Raffaele Donini, che in un colpo solo ha annunciato – assieme al governatore Stefano Bonaccini – una serie di provvedimenti che cambieranno pelle al trasporto pubblico della regione Emilia Romagna. Non solo: altro obiettivo è quello di riformare la governance del trasporto su gomma (un’unica agenzia?) e di aggregare in un’unica holding regionale le 4 aziende a maggioranza pubblica (Tper, Tep, Start Romagna e Seta). Idee, provvedimenti, risposte. «Mai si è investito così sulla mobilità sostenibile» ha sottolineato l’assessore ai Trasporti.

La serie di novità per i viaggiatori si concretizzerà entro il 2020, ma qualcosa è già in moto. E’ il caso dell’acquisto dei biglietti dei treni regionali su internet tramite Qr Code (effettuabile con uno smartphone o con un tablet), già possibile nel 2017. Le altre novità sul biglietto smart partiranno nel 2018: ‘Mi muovo’, la tessera elettronica in dotazione agli abbonati, diventerà un vero e proprio «borsellino elettronico» – così lo ha chiamato Donini – anche per acquistare biglietti, ricaricabile e a disposizione di tutti i cittadini. Non solo. Una app («in fase di sviluppo con un player internazionale») con informazioni su orari di treni e bus, ritardi e cancellazioni aiuterà ulteriormente l’utenza, mentre l’adozione della tecnologia ‘Nfc’ per il pagamento del biglietto del bus (già annunciata da Tper) con il cellulare e anche un servizio per il pagamento dei servizi a bordo con carta o bancomat (basterà il passaggio della carta, senza digitare il codice) completeranno la rivoluzione. Punto secondo, nevralgico, è quello dei pendolari. «Daremo loro una risposta epocale».

Ed effettivamente il piano è corposo: in arrivo la tariffa integrata treno-bus per gli abbonati che ora devono pagare i due servizi distintamente. Parliamo di 36mila utenti che con l’abbonamento del treno potranno utilizzare anche i bus di 13 città, quelle capoluogo, ma anche Imola, Faenza e Carpi, con un risparmio stimato di circa 180 euro all’anno per l’utente. Sul fronte degli investimenti, invece, entro il 2019 entreranno in servizio 75 treni nuovi, 22 dei quali già nel 2017. Inoltre saranno introdotti 2 treni sulla linea Modena-Sassuolo a giugno e 3 sulle linee reggiane a dicembre 2018. Entro il 2020 il parco bus sarà rinnovato del 20%, con 600 nuovi mezzi, per un investimento di 160 milioni.

Nel frattempo la Regione sta lavorando alla proposta di trasferire allo Stato l’intera rete ferroviaria regionale. «Questo ci consentirebbe – spiega Donini- appena il governo firma il decreto, di sottoscrivere un accordo con Rfi per 380 milioni di euro (100 dei quali dalle casse di viale Aldo Moro, ndr) sulle nostre reti ferroviarie». Nello specifico 115 milioni sono per la sicurezza, 107 milioni per l’eliminazione dei passaggi a livello, 76 milioni per l’elettrificazione delle linee e 56 milioni per le infrastrutture. «Quello che presentiamo è un impegno straordinario – rivendica Bonaccini, che punta sul concetto di miglioramento ambientale –. Con questi investimenti noi facciamo anche una politica industriale e diamo un contributo sensibile al miglioramento della qualità dell’aria».

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