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Boom di corse sul ’Vaccinobus’ per la Fiera "Abbiamo trasportato cinquemila ferraresi"

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09-08-2021

E’ soddisfatto il direttore di Ami Michele Balboni: "E’ stato un modo per ribadire l’importanza dei mezzi pubblici, penalizzati dal covid"

Sabato 31 luglio si è concluso il servizio Vaccinobus verso il polo vaccinale istituito nei padiglioni della Ffiera. In sedici settimane (meno un giorno) ha trasportato quasi cinquemila persone (per la precisione 4.907). "Un successo – commenta il direttore di Ami Michele Balboni – : per chi ha organizzato il collegamento, per chi lo ha gestito, per il Comune di Ferrara che lo ha finanziato, per chi ne ha usufruito. Quando a metà marzo, in prossimità dell’apertura dell’hub vaccinale in fiera, ci ponevamo il problema di garantire un rapido ed economico trasporto a tutti coloro che non automuniti dovevano recarsi alla somministrazione della punturina salvavita, proprio questi obiettivi ci ponevamo. Ma volevamo anche esplicitare alla cittadinanza l’importanza della iniziativa sanitaria, certo già ben nota, ma che merita enfasi e colori". Da qui la ’vestizione’ dell’autobus con i loghi e le immagini della campagna vaccinale. "Il servizio è stato gratuito per i passeggeri, nessun biglietto o abbonamento – prosegue il direttore dell’azienda di trasporti – grazie al contributo congiunto di Ami e Tper, come peraltro era gratuita la dose all’arrivo. Siamo ben orgogliosi di avere fornito il nostro contributo a un’ iniziativa che ha visto Ferrara primeggiare in regione Emilia-Romagna come provincia con il miglior rapporto tra cittadini residenti e persone vaccinate". Secondo dati forniti dall’Ausl, riprende Balboni, "poco più di un terzo delle dosi somministrate in provincia sono state fatte in fiera e oltre la metà della popolazione ferrarese risulta completamente vaccinata con la doppia dose". Però non esistono soltanto queste considerazioni quantitative e oggettive. "Si pensi alla crisi di affezione verso il trasporto pubblico causata dalla pandemia, alla identificazione del bus come luogo di pericoloso contagio (si sappia che solo in Italia sono stati introdotti limiti alla capienza delle vetture) – continua Balboni – Il servizio Vaccinobus ha voluto dire alla nostra collettività che si può viaggiare in sicurezza sul trasporto pubblico. E il fatto che, soprattutto nelle ultime settimane, le corse siano state anche frequentate da studenti diretti in fiera non per vaccinarsi ma per motivi di studio, non diminuisce il successo dell’iniziativa. Perchè appunto sono proprio i giovani i destinatari degli inviti a provvedere alla propria vaccinazione, per essere in sicurezza alla ripresa scolastica". I numeri diventano dati e in azienda giudicano della validità delle iniziative intraprese, e in

questo caso ci siamo. Ma non solo: che dire se anche uno – uno solo – dei oltre 170.000 vaccinati presso la fiera avesse declinato l’invito alla dose salvavita in assenza di facilità di collegamento?

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