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Scuola Ferrara, servono 20 autobus in più

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24-08-2021

C’è già una simulazione, serviranno dai 15 ai 20 mezzi in più, probabilmente 18. Sono gli autobus da aggiungere alle tratte scolastiche provinciali in vista del nuovo anno, che inizia il 13 settembre. "Questo se verranno confermati i numeri annunciati, cioè cento per cento di studenti in classe, come dice il ministro, e occupazione massima dei mezzi all’80 per cento", spiega Michele Balboni, direttore dell’agenzia mobilità di Ferrara (Ami).

Le risposte, forse già la settimana prossima. "Lunedì c’è il tavolo di coordinamento prefettizio con le scuole, Tper (agenzia trasporti Emilia Romagna) e noi dell’ Ami". Le tratte più importanti sono quelle potenziate anche l’anno scorso, la direttrice da Comacchio per Ferrara, quella da Copparo, da Cento verso Ferrara e verso Modena e Finale Emilia e quelle in città, dalla stazione ferroviaria ai plessi scolastici. L’organizzazione dei trasporti sarebbe già quasi pronta. Ma l’agenzia mobilità ha tre preoccupazioni. E mette le mani avanti. La prima riguarda il famoso dibattito sul ’doppio turno’.


"Noi riusciamo a garantire ingresso e uscita, anche con l’80 per cento di capienza, se non sono scaglionati gli orari – spiega Balboni –. Se vanno avanti le ipotesi su doppia entrata alle 8 e alle 10 e uscite, per esempio, alle 14 e alle 16, saremmo in grossa difficoltà. Per fortuna qui non se n’è mai parlato. Nelle grandi città sì. Qui da noi, comunque, non sarebbe possibile". La seconda riguarda il primo periodo delle lezioni. Negli anni scorsi è capitato, per i ritardi nelle assegnazioni delle supplenze, che gli orari fossero parziali, con studenti che uscivano alle 11, alle 12. O in orari intermedi. "Ecco, anche in questi casi ci risulta difficile gestire la situazione, l’anno scorso abbiamo sofferto molto in quella fase", fa sapere Balboni. Ma quest’anno, con le supplenze annuali assegnate dall’algoritmo le operazioni dovrebbero concludersi prima dell’inizio dell’anno scolastico.

La terza preoccupazione è più che altro una precisazione. "Ipotizziamo un bus da 100 posti, con il limite all’80 per cento vuol dire 80 posti. A sedere ce ne sono, mettiamo, 40. Quindi non è detto siano tutti in piedi. Lo dico perché è capitato che siano state fatte segnalazioni di bus che non rispettavano le regole Covid perché c’era la gente in piedi. Non è così, la capienza non è calcolata sui posti a sedere". Dunque a tre settimane dall’inizio del nuovo anno scolastico la pianificazione dei trasporti sembra a buon punto. Ma alcuni numeri sull’anno scorso aiutano a capire quanto questa macchina sia costosa. Le vetture che erano state aggiunte sono 43, si era partiti con 21, a settembre, altre 17 a gennaio, altre 5 ad aprile. Per un totale di 560 mila chilometri in più, che tradotto vuol dire un milione e mezzo in più su un costo complessivo di 18 milioni di euro (lo Stato ha già rimborsato). Normalmente (dati ante Covid) biglietti ed abbonamenti coprono un terzo dei costi del servizio, calato del 40 per cento in tempo di pandemia. Inoltre, a regime, il trasporto urbano vale il 40 per cento dei volumi mentre l’extra urbano il 60 per cento. E proprio l’extra urbano per due terzi è utilizzato dagli studenti. La postilla finale di Balboni riguarda l’eventuale obbligo di controllo del green pass a bordo. Che per il momento è solo una lontana ipotesi. "Gli autisti non hanno tempo di controllare, inserire personale apposito non è pensabile non solo per i costi ma per i tempi. L’utenza non potrebbe sopportare i conseguenti rallentamenti, ad ogni fermata".

 

 

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